Il ‘Borgo Marinaro’ è un complesso residenziale che dista poche centinaia di metri dalla casa dove vivo. Tre decenni or sono, i suoi palazzotti colorati hanno riqualificato l’area di un vecchio cementificio dismesso degli anni sessanta.

A dispetto del suo nome, un progetto residenziale di edifici di 5 piani, in una cittadina a vocazione balneare, ha prestato il fianco più alla speculazione che al nostalgico amarcord di un villaggio di pescatori. Molti appartamenti sono stati acquistati per investimento e sono vuoti diversi mesi l’anno. La sua Piazza non è diventata un centro vitale e pulsante del paese, ma solo un luogo di passaggio che anonimi avventori attraversano, come fantasmi di un villaggio abbandonato, come anime in un limbo. Nel confine fra la realtà e la fantasia, la sua luce e i suoi colori fanno da sfondo a un mondo immaginario, popolato di sagome sinistre, personaggi senza volto, mostri e creature fantastiche. Ma l’inganno dura un attimo, quello di una fotografia. A quelle anime perse basta attraversare la piazza e raggiungere il centro città, per recuperare di colpo la loro identità perduta.

‘Borgo Marinaro’ in italian means fishermen’s village. In my town, Borgo Marinaro is the name of a neighbourhood, far few hundred meters from my home. Almost Thirty years ago, its high and colorful buildings restored the area of ​​an old cement factory, neglected since the Sixties.

Despite its name, a residential area built with 5-floor buildings, in a seaside town, exposed itself more to speculation than to the nostalgic amarcord of a fishermen village. Many apartments were purchased as investment, empty for  months. Its Square had not become the beating heart of the town, but only a place of passage, where people pass through, like ghosts in an abandoned village, like souls in limbo. With a bit of imagination, its light and colors are the backdrop to a fantasy world, populated by sinister silhouettes, faceless characters, monsters and fantastic creatures. But the deception lasts a moment, tha time required to take a photo. Those lost souls only need to cross the square and reach the city centre, to suddenly recover the lost identity.

Images and Content © Vito Frugis